Filo diretto #3 - 23/09/2022
I candidati al Centro Ferrari

Sarà capitato anche a voi: quando ricopri o hai ricoperto un ruolo politico, o semplicemente sei riconosciuto come una persona che segue le vicende dei partiti, si è spesso visti come punti di riferimento. E accade che qualcuno si avvicini e ti chieda – tra l’incuriosito e il preoccupato – notizie sulle prossime elezioni: come si vota? Cosa propongono i partiti? Cosa accadrà dopo?

Devo confessare che la risposta a queste domande è sempre molto complicata. Già la spiegazione della legge elettorale e il sistema delle alleanze è un ostacolo difficilmente sormontabile, foriero di risultati quasi comici. Per cui un voto dato a Pippo Civati, nella circoscrizione di Bologna, significa anche una preferenza per Casini. Una scelta per arginare i filo-putiniani può tradursi nel vantaggio per partiti che hanno votato contro l’ingresso dell’Ucraina nella Nato. E così via, in meccanismi imprevedibili e inspiegabili.

E, per i pochi che riescono a superare gli ostacoli iniziali, la situazione non migliora quando si analizzano le proposte dei partiti. Promesse fuori da ogni possibilità, richiami al fascismo, discussioni infinite sull’opportunità di mandare in onda una puntata di Peppa Pig o sul «gran rifiuto» di Laura Pausini di fronte alla richiesta di cantare “Bella ciao”. O – ed è ancora peggio – fango buttato ad arte, senza considerare attendibilità e gravità delle accuse, come accaduto al senatore Matteo Richetti.

In tutto questo l’Italia pare quasi rassegnata a vedere al potere il governo più a destra della propria storia repubblicana, politicamente vicino a Orban, con al suo interno molti ex (?) sostenitori di Putin. Vedremo quale sarà il responso delle urne, se la scelta di Enrico Letta di puntare sulla netta contrapposizione con Giorgia Meloni pagherà e se il PD riuscirà a limitare i danni di una consultazione che appare sicuramente in salita.

Come Centro Ferrari abbiamo provato a dare il nostro contributo per superare il fumo della campagna elettorale, concentrandoci sull’incontro con i candidati e sui temi maggiormente centrali per il nostro mondo. Abbiamo realizzato alcune interviste ai candidati del centrosinistra e del terzo polo (Aboubakar Soumahoro, Matteo Richetti, Stefano Vaccari, Chiara Caselgrandi, Graziano Delrio, Enza Rando e Claudia Cicolani) che potete ascoltare a questo link.

Poi verrà il momento dell’analisi e della costruzione di una fase politica nuova. E cercheremo di farci trovare pronti, con iniziative, studi e progettazioni a cui ci auguriamo anche tu vorrai partecipare.

Nel frattempo, buon voto a tutti!

Filo diretto #2 - 24/08/2022
Davvero è già tutto scritto?

Forse sarà per l’atmosfera ancora agostana, per la fine improvvisa del governo Draghi, per le grosse nubi che si ingrossano all’orizzonte. O forse perché da molto tempo non si assisteva a un esito delle elezioni dal risultato sulla carta così scontato. Fatto sta che, a un mese dal voto, la campagna elettorale sembra ancora incapace di prendere il via. Sia chiaro: le polemiche non mancano, così come le liti sui social. Ma, quello che non c’è, è un contatto con la realtà, la capacità di fornire visioni di futuro realistiche e convincenti.

Se non si riesce a intravedere un futuro meglio affidarsi alla destra identitaria. Ed ecco allora Giorgia Meloni, apparentemente sempre più lanciata verso la vittoria. È una destra che, per l’occasione, riporta in auge figure come Tremonti, Pera ed Eugenia Roccella, politici legati al primo berlusconismo e a una visione della società non certo aperta. Non potendo andare avanti, l’elettorato prova ad andare indietro.

Dall’altra parte uno schieramento variegato che fatica a trovare temi di riferimento e unità. Letta, Conte, Calenda e Renzi, come i capponi di Manzoni, sono stati mesi a beccarsi tra loro, chiudendosi in personalismi e gelosie, senza rendersi conto che il destino dei capponi non è mai particolarmente felice. Il risultato è un campo diviso e sbriciolato, incapace di rubare voti alla destra e in fortissima difficoltà nei collegi uninominali. Lo scenario, insomma, non è dei migliori, come ci ha spiegato l’analista di YouTrend Salvatore Borghese: il terzo polo fatica a emergere, il centrosinistra non riesce ad attrarre voti esterni a quelli del suo blocco ideologico.

Come se non bastasse la composizione delle liste ha messo in luce tutti i limiti della legge elettorale e del nostro sistema politico. Il legame fra candidato e territorio pare essere una questione da antichi romantici, le decisioni vengono prese al chiuso delle segreterie di partito e i criteri di selezione sono spesso difficili da spiegare, se non ricorrendo a brutali spartizioni correntizie.

La fatica, al momento, non è solo quella di convincere gli elettori a votarti ma anche quella di convincere gli elettori a votare. Un sondaggio di Swg, pubblicato sul Corriere del 10 agosto, rivela che per il 28% degli italiani «votare non serve a nulla», che solo il 58% è davvero convinto di andare alle urne e che il 13% si dichiara «disgustato dalla politica». Numeri da prendere con le pinze, come ci ha suggerito Borghese, ma che indicano un malessere preoccupante.

Che fare quindi? La speranza è che la campagna entri nel vivo, che sia in grado di toccare i temi più veri, che i candidati possano essere valutati per la loro preparazione. Gli indecisi sono ancora tanti e, in questi tempi complicati, forse potrà raccogliere qualcosa chi sa proporre un’immagine di serietà, un’idea di futuro possibile e auspicabile.

Come Centro Ferrari cercheremo di informarvi su ciò che accade, sollevando i temi per noi più caldi, mettendo in luce le contraddizioni, prendendo posizione sui valori che maggiormente ci stanno a cuore. A questo link potrete trovare la registrazione dell’intervista fatta a Salvatore Borghese di YouTrend e nei prossimi giorni condivideremo altri contenuti che speriamo possano essere utili. E dopo il 25 settembre comincerà – in ogni caso – il tempo della costruzione.

Filo diretto #1 - 26/07/2022
Nel segreto dell'urna Dio ti vede (e Putin no)

Cari amici,

nemmeno il tempo di cominciare il cammino alla presidenza del Ferrari e, in questa estate rovente, ci siamo trovati immersi in una campagna elettorale. Si tratta di una novità quasi assoluta, visto che le ultime elezioni politiche in autunno sono state quelle del 1919: anni lontani e non molto felici.

Ma il richiamo che sento ancora più forte è con le elezioni del 18 aprile 1948, quelle in cui nacque il famoso slogan – coniato da Giovannino Guareschi – che, fra sacro e profano, si appellava alla coscienza degli elettori. In quelle elezioni gli italiani furono di fatto chiamati a fare una scelta di campo ben chiara: da una parte l’orbita occidentale, quella degli alleati anglo-americani; dall’altra parte l’Unione Sovietica di Stalin. Non sappiamo cosa sarebbe accaduto in caso di una vittoria del Fronte Popolare, ma sappiamo che la grande vittoria della DC segnò per l’Italia l’inizio di un periodo storico di prosperità in cui, fra i continui cambiamenti politici dei decenni successivi, mai nessuno mise in dubbio la collocazione internazionale dell’Italia, atlantica ed europea. Oggi potremmo entrare in una fase nuova. E non può essere un caso se gli uomini protagonisti della caduta del governo Draghi (Conte, Salvini e Berlusconi) sono anche quelli maggiormente implicati in vicinanze e simpatie più o meno manifeste con Mosca.

Dopo le elezioni del 2018, stravinte dai populisti, e una legislatura caratterizzata da cambi di scena e di casacca, l’Italia aveva trovato in Mario Draghi una guida autorevole e fieramente euroatlantica. Ma l’operazione distruttiva di Conte ha mandato in fumo due anni di lavori su campi più o meno larghi e quel poco di credibilità che era rimasta alla politica italiana. Ora i cittadini sono chiamati a scegliere direttamente chi vogliono essere e cosa vogliono diventare, in una campagna elettorale balneare che rischia di superare nuovi livelli di avanspettacolo. Il tutto mentre il quadro nazionale e internazionale è drammaticamente serio. Per capirci qualcosa di più, in questa situazione così complicata, abbiamo pensato di intervistare il prof. Salvatore Vassallo, ordinario di Scienze Politiche all’Università di Bologna e direttore dell’Istituto Cattaneo. Sono trenta minuti di grande lucidità che vi invitiamo ad ascoltare tra i nostri podcast su Spotify.

Qual è il compito che spetta al “mondo” del Centro Ferrari? Credo che il primo e più importante sia fare i conti con la realtà. Mai, come in questa legislatura, la politica è apparsa lontana dalle necessità dei cittadini. Necessità che sono destinate ad aumentare, diventando ancora più drammatiche: guerra, costo dell’energia e delle materie prime, strascichi del Covid, cambiamento climatico, disuguaglianze in aumento, inverno demografico, crisi educativa. La nostra società appare in grandissima sofferenza. O noi riusciremo a dare risposte politiche a tutte queste linee di crisi o rischiamo che i cittadini trovino risposte altrove.

C’è una campagna elettorale con cui fare i conti subito, schierandosi dalla parte dell’Europa e della democrazia liberale. E poi ci sono nuove prospettive da costruire dopo. E su questo il Centro Ferrari è pronto a fare la sua parte.

Federico Covili, presidente Centro F. L. Ferrari

David Sassoli e l'associazione "La Rosa Bianca"

Lunedì 4 luglio 2022 alle ore 18.30 a Modena, presso la Sala Paganelli di Palazzo Europa in Via Emilia Ovest 101 

La Rosa Bianca nel percorso politico di David Sassoli

Intervengono l'On. Michele Nicoletti e l'On. Giorgio Tonini.

Modera il dibattito il giornalista Paolo Tomassone.

Un libro su Dario Mengozzi

Giovedì 19 maggio 2022 alle ore 20.45 a Modena, presso la Sala Gorrieri di Palazzo Europa in Via Emilia Ovest 101, viene presentato il libro

Dario Mengozzi. Pensiero forte, a bassa voce, di un cattolico-democratico
(Modena, Artestampa, 2022)

All'iniziativa, organizzata dalla Fondazione Sias, intervengono, oltre a Walter Williams autore del libro, Luigi Marino, Pierluigi Castagnetti e Romano Prodi, a cui sono affidate le conclusioni.

Poco prima dell'evento avverrà l'intitolazione delle sale conferenze a Luigi Paganelli e Dario Mengozzi.

Disponibili video dell'incontrogalleria fotografica.

Aldo Moro, un incontro per ricordare

Mercoledì  11 maggio 2022 alle ore 20.00 a Modena, presso la Sala Gorrieri di Palazzo Europa in Via Emilia Ovest 101, incontro organizzato dalla Fondazione Sias in collaborazione con il Centro culturale Francesco Luigi Ferrari e la Fondazione Ermanno Gorrieri

La concezione della democrazia in Aldo Moro

Partecipa l'On. Giuseppe Fioroni, presidente dell'ultima Commissione parlamentare d'inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro nonchè autore dei volumi "Aldo Moro. Una lezione di democrazia" e "Le idee di Aldo Moro. Gli anni del centro-sinistra e la contestazione del '68"

Intervengono Mons. Giuliano Gazzetti (Vicario Generale Arcidiocesi di Modena), Sen. Giovanni Manzini (già Segretario Provinciale DC di Modena), Federico Covili (Consigliere Comunale di Zocca), Gian Domenico Tomei (Presidente della Provincia di Modena)

 

 

Sono disponibili il video dell'incontro e la galleria fotografica.

BIBLIOTECA

La Biblioteca del Centro Ferrari si sviluppa intorno al patrimonio librario costituito nel corso degli anni a supporto delle attività del Centro e degli interessi specifici dei suoi membri. Oltre a questo nucleo originario la Biblioteca conserva, organizza e rende disponibili all'esterno i volumi provenienti da alcune consistenti donazioni di enti e di privati, come il Centro di formazione politica 'Alessandro Coppi', il lascito di Ermanno Gorrieri e il piccolo fondo, risalente agli inizi del Novecento, costituito dalla biblioteca dell'Associazione studenti medi San Giovanni Bosco, detta il Paradisino.

ARCHIVIO STORICO

L´Archivio storico «Francesco Luigi Ferrari», dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenzaarchivistica per l’Emilia-Romagna del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, raccoglie carte e documenti soprattutto sulla storia locale contemporanea e sul movimento cattolico modenese.

SEDE

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