2001/15 - Osservatorio sulle Povertà. Rapporto 2000. Caritas di Modena e Carpi

 

CONTENUTI

 

 

Presentazione

di mons. Benito Cocchi e monsElio Tinti

 

Introduzione al Rapporto 2000

 

PARTE PRIMALETTURA DEI DATI

Introduzione ai dati

Porta Aperta a Carpi

Porta Aperta a Mirandola

Porta Aperta a Modena

 

PARTE SECONDASTRUMENTI DI CONOSCENZA

Povertà economica: concetti, definizioni e strumenti di ricerca

di Walter Nanni

Un gesto di esilio

di Gianromano Gnesotto

L'atteggiamento di Gesù verso gli stranieri

di don Ermenegildo Manicardi

 

PARTE TERZAVERSO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

Verso un nuovo modello di sviluppo per Modena

e l’Emilia Romagna

di Francesco Falcone

Un nuovo welfare per un nuovo modello di sviluppo

in Emilia-Romagna

di Giovanni Bursi e Gianpietro Cavazza

Sostenibilità e sviluppo, paradigma inconciliabile?

Possibilità e criticità del modello ambientale di Modena

di Paolo Silingardi

Il sistema Modena: crescita e competitività

di Giorgio Razzoli

 

Appendice statistica

 

Bibliografia

Quaderno del Ferrari n. 15

 

Osservatorio sulle Povertà

Rapporto 2000

Caritas di Modena e Carpi

Verso un nuovo modello di sviluppo

 

PRESENTAZIONE

 

di mons. Benito Cocchi

Arcivescovo Abate di Modena - Nonantola

e mons. Elio Tinti

Vescovo di Carpi

 

Puntualmente esce anche quest’anno il Rapporto dell’Osservatorio

sulle Povertà promosso dalle diocesi di Modena e Carpi.

E’ alla sua 7° edizione e continua ad essere uno strumento di

grande utilità per chiunque abbia a cuore il destino dei poveri,

che “…avrete sempre con voi…” nostri compagni di viaggio in

questa vita terrena, come ci ricorda Gesù nel suo Vangelo e che

sarà il contenuto del giudizio finale “…avevo fame…” Mt. 25,

31-46.

Il Rapporto non ha mai avuto la pretesa di presentare un quadro

esaustivo di tutta la realtà legata a vecchie e nuove povertà presenti

nelle nostre due diocesi. Fortunatamente viviamo in una

realtà regionale che, ben più efficacemente di altre, ha saputo

fornire risposte concrete ed efficaci ai problemi presentati dai

poveri, italiani, nomadi o stranieri.

Ciononostante, il fatto che un numero alto e crescente di persone

e famiglie (circa 3.000 nel solo anno 2000) continuino a trovare

nei 3 centri di ascolto delle duo diocesi (Porta Aperta di

Modena, Carpi e Mirandola) risposte efficaci e, in ogni caso, un

luogo nel quale poter parlare dei propri problemi a persone –

spesso volontarie – che hanno come primo impegno proprio

quello dell’ascolto, è un dato che deve fare riflettere.

Una riflessione è necessaria all’interno delle nostre comunità

cristiane, perché colgano la necessità di mettersi in ascolto dei

poveri, con un atteggiamento di collaborazione tra tutti coloro

che operano a favore dei poveri.

Anche in questo caso siamo fortunatamente in presenza di realtà

parrocchiali ed opere diocesane che, da sempre, si mettono al

servizio dei poveri. Se ancora un passo deve essere fatto, va compiuto

in due direzioni:

- il consolidamento dei gruppi caritas parrocchiali e, perché

no, di veri e propri centri di ascolto parrocchiali. Le nostre

parrocchie sono da sempre luoghi di incontro coi poveri;

occorre fare in modo che questo incontro non sia delegato

al parroco o a 2-3 suoi collaboratori. L’esercizio della carità

è troppo importante e fondante per la comunità cristiana, non

può essere delegato a pochi “…ma di tutte più grande è la

carità!” 1 Cor. 13, 13.

- Una maggiore collaborazione ed un maggiore collegamento

tra tutti i soggetti che, all’interno della Chiesa, si occupano

di poveri. Ciò, sia per indicare uno “stile”, quello della collaborazione,

sia per una maggiore efficacia nell’aiuto ai poveri,

affinche a beneficiare degli aiuti non siano i più furbi o

coloro che non si fanno scrupoli di bussare a tutte le porte,

ma coloro che hanno più bisogno di aiuto.

Una riflessione pare essere utile anche nella società civile (e

politica) che, forse, rischia di dare per scontata l’esistenza di

queste importanti realtà presenti nelle proprie città.

Il fatto che l’esercizio della carità, nelle sue varie forme, sia un

dovere evangelico per ogni cristiano e per la Chiesa nel suo insieme,

non esime la società intera – e soprattutto chi la rappresenta

a livello politico – dal suo dovere di leggere continuamente

la realtà ed offrire risposte sempre rinnovate e sempre più

efficaci.

Il presente Rapporto può essere un valido strumento anche nelle

mani di tutti coloro che hanno responsabilità nel fornire risposte

ai poveri di oggi.

Per concludere, le due Caritas diocesane e le loro opere-segno,

tra le quali meritano un posto di primo piano proprio i centri di

ascolto, hanno il compito principale di sensibilizzare le comunità

cristiane e le istituzioni civili affinchè si occupino del tema,

complesso e multiforme, della povertà.

Se poi riescono a farlo fornendo, nel contempo, anche risposte

concrete ed incontrando migliaia di poveri ogni anno, ciò non fa

che riempire di sapore la loro missione.

Ai tre centri di ascolto “Porta Aperta”, alle Caritas diocesane di

Modena e Carpi, al Centro Culturale Ferrari ed agli autori dei

saggi contenuti nel Rapporto va il nostro vivo apprezzamento

per la costanza e la competenza nel portare avanti un’opera di

grande valore umano e cristiano.

SEDE

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