Ferrari informa n° 2007/5

FerrarInforma 5/2007

 

 

La famiglia di fronte alle sfide del futuro nell'Unione europea:

demografia, lavoro e servizi

 

 

Un “Patto europeo per la famiglia” che permetta di affrontare la situazione “senza precedenti” che sta vivendo il continente. Questa la proposta del Comitato economico e sociale europeo, organo consultivo che nasce già nel 1957 come ponte tra i cittadini e le istituzioni comunitarie.

Il Parere esplorativo del Cese su “La famiglia e l’evoluzione demografica” è stato presentato al Centro culturale Francesco Luigi Ferrari di Modena nel corso di un convegno. “Finora parlare di famiglia non era politicamente corretto in Europa – ha affermato il relatore Stéphane Buffetaut – ma oggi la presidenza dell'Unione vuole farne un obiettivo del suo mandato”, riconoscendo che "...la famiglia, l'economia e l'organizzazione sociale non sono realtà estranee o totalmente indipendenti le une dalle altre, ma al contrario interagiscono, ed è responsabilità degli Stati membri garantire la protezione giuridica, economica e sociale della famiglia".

Al fondo c’è l’idea che la famiglia, pur con le sue debolezze strutturali, sia all’origine da un lato «di ciò che gli economisti chiamano capitale umano» e dall’altro di «uno degli aspetti più intimi dell’essere umano».

"C'è anche da chiedersi – viene sottolineato nel Parere - se la cultura dominante sia favorevole alla famiglia e all'idea di allevare dei figli, se l'immagine del successo familiare sia sufficientemente valorizzante, se l'individualismo e un certo materialismo consumistico facciano dimenticare che l'uomo è un essere distinto, sì, ma fatto per vivere in una collettività. Le preoccupazioni più profonde e più urgenti degli europei riguardano del resto la vita familiare: istruzione,alloggio, sbocchi professionali, stabilità affettiva e realizzazione personale. Forse si dovrebbe adottare, prima di tutto, una visione più ottimista e generosa della vita familiare".

"Le autorità pubbliche, la cui vocazione è quella di cercare il bene comune, devono offrire – continua il documento - nuove possibilità, garantire realmente alle donne ed agli uomini di oggi la libertà di poter fondare una famiglia e di avere il numero di figli che desiderano,senza intervenire nelle scelte operate dai singoli per valorizzare la propria personalità”.

“Le famiglie sono – si afferma in conclusione - fonte di prosperità economica soprattutto quando entrambi i genitori possono contare su un lavoro retribuito, e di solidarietà sociale. L'UE dovrebbe pertanto incoraggiare l'integrazione della dimensione familiare nelle sue politiche economiche e sociali e dovrebbe promuovere una politica della famiglia sostenibile tramite il ricorso ad esempi di buone prassi”.

Pur rimanendo sul generale e affrontando la questione a partire dal problema demografico che l’Europa sta attraversando, il Parere lascia quindi intravedere un approccio che restituisce centralità alla famiglia, “luogo di solidarietà affettiva, economica e sociale”. Accanto a studi d’impatto sul tema, alla creazione di un registro delle buone prassi, a incentivi fiscali, occorre per il Cese un’azione incisiva tramite un "Patto europeo” impegnativo per gli stati membri:

"L''essere umano non è soltanto un produttore e un consumatore, in quanto possiede una dimensione sociale e affettiva su cui si fonda la sua dignità. Ogni politica realmente incentrata sull'uomo deve non soltanto considerare, ma anche salvaguardare questa dimensione essenziale della vita umana. Le politiche della famiglia contribuiscono appieno alla realizzazione personale e all'armonia delle società. Adottando un Patto europeo per la famiglia, l'UE manterrebbe fede agli impegni assunti nella sua Carta europea dei diritti fondamentali". 


Leggi il testo completo del 
Parere del Comitato economico e sociale europeo su: La famiglia e l'evoluzione demografica

 

 

 

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Nota

Il convegno si è svolto il 14 maggio 2007 ed è stato promosso dal Centro culturale Francesco Luigi Ferrari e dal Comitato economico e sociale europeo (CESE), con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Modena e del Comune di Modena.

Sono intervenuti: Pierluigi Brombo (amministratore del CESE), Stéphane Buffetaut (relatore del Parere del CESE su famiglia e demografia), Luciano Guerzoni (presidente della Fondazione Ermanno Gorrieri), Francesca Maletti (assessore alla Politiche sociali del Comune di Modena), Giovanni Bursi (sociologo di Aretés), Gianpietro Cavazza (presidente del Centro Ferrari).

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